Una una recente ricerca sui docenti, che verte sul loro rischio professionale di usura psicofisica, 

risulta che circa l'80% di essi dichiara di sentirsi stressato, il 59% in apprensione e il 13% in grave 
stato ansioso. Nello stesso modo, un altro studio effettuato sulle diagnosi formulate dai Collegi Medici che stabiliscono l'inidoneità
all'insegnamento, risulta che circa il 70% delle patologie che causano inidoneità appartengono all'area ansioso-depressiva, mentre le disfonie sono soltanto il 13%. Inoltre, risulta che circa il 30% dei docenti fa uso di psicofarmaci. Una categoria, quindi, sempre più stanca e stremata. 
Purtroppo si tratta di un problema comune anche ad altre nazioni e vi sono numerosi dati che confermano questa realtà: ad esempio, paesi come la Francia e il Regno Unito hanno rilevato che il 
tasso suicidario tra gli insegnanti è più alto rispetto ad altre categorie professionali. 
E non solo gli insegnanti sono dei potenziali malati psichiatrici, ma essi presentano anche una 
naturale predisposizione ad ammalarsi di patologie gravi legate, per esempio, all'apparato fonatorio. 
Non c'è dubbio che oggi, al di la dei luoghi comuni che vedono gli insegnanti come una categoria 
di privilegiati o, peggio, di "fannulloni", insegnare diventa una professione sempre più difficile, 
posta continuamente sotto pressione, che si dibatte tra quelle che sono le aspettative interne, legate 
ai propri convincimenti e al proprio stile
professionale, e le aspettative esterne, cioè ciò che gli alunni, le famiglie e l'organizzazione richiedono. 
Gli specialisti parlano di "sindrome da burn-out" degli insegnanti (burn-out significa appunto 
bruciato, esaurito) e si tratta di una vera e propria patologia professionale al pari della laringite. Ma 
mentre questa è riconosciuta dalla legge, i disturbi psichiatrici no. Oltre ai fattori classici, quali 
quelli dovuti al rapporto costante con alunni e genitori, a classi troppo numerose, alle sempre più 
diffuse condizioni di precariato, alla indisciplina degli studenti, il burn-out da insegnamento subisce 
l'influsso delle nuove problematiche socio-culturali come l'avvento dell'informatica e di una società multietnica, e non meno la totale delega educativa da parte delle famiglie alla scuola. 
Il D.Lgs 81 del 2008 imporrebbe ai dirigenti e ai datori di lavoro, e quindi anche ai dirigenti 
scolastici, di monitorare il benessere del personale e mettere in campo strumenti di prevenzione. Ma 
nella realtà dei fatti, poiché lo Stato non ha mai finanziato risorse economiche, questa disposizione 
non viene applicata. 
L'attenzione al fenomeno, soprattutto per la grande rilevanze sociale dovuta ad una professione cosi 
importante dal punto di vista sociale ed educativo, richiede interventi sia a livello individuale, con 
supporti di tipo psicologico, sia interventi di tipo preventivo sul sistema scolastico, volti ad individuare precocemente le situazioni a rischio e favorire un maggior benessere personale all'interno del contesto lavorativo.


Tags: scuola insegnanti stress insegnamento

Invia un commento