Avv.
Si può parlare di criteri, di parametri di determinazione degli assegni di mantenimento nei giudizi di separazione, divorzio o inerenti la prole nata fuori dal matrimonio?

Giudice 
Un criterio non lo abbiamo e qui potremmo anche sciogliere questo seminario- risponde ironicamente il nostro Giudice-ogni caso e' a se' stante e per ognuno di esso teniamo conto degli elementi che ci vengono immediatamente forniti dalle parti. 
Per elementi intendo documentazione sui redditi ma anche documentazione sul tenore di vita della famiglia...con descrizione ed allegazione non solo dei redditi dei coniugi ma anche delle attività svolte dai figli e delle loro esigenze di vita, es. babysitter, doposcuola, cure mediche particolari, sport, corsi di lingua straniera, ripetizioni private. Dati questi spesso e volentieri trascurati poiché gli avvocati si concentrano prevalentemente sui coniugi ma non sui figli.
Ma e' fondamentale capire il tipo di vita che svolgono i figli per determinare in maniera più equa l' assegno di contributo al loro mantenimento. Tenendo anche conto poi che molte di queste attività non rientrano nelle spese straordinarie ma nella ordinarietà dell' assegno di mantenimento che andiamo a quantificare e che il coniuge collocatario dovrà gestire.

Avv.
All'atto della determinazione e successiva quantificazione dell' assegno di mantenimento il Giudice quale valore attribuisce al patrimonio mobiliare ed immobiliare di un coniuge che, non godendo di reddito da lavoro, od avendo redditi da lavoro di gran lunga inferiori a quelli dell' altro, insiste per la richiesta di un assegno di mantenimento in suo favore?

Giudice.
Dipende dalla consistenza oggettiva di questo patrimonio.
Poi occorre verificare se il patrimonio sia produttivo di un reddito disponibile.
Non dobbiamo ne' possiamo riferirci solo ad un patrimonio fiscale ma a quello produttivo di reddito anche solo potenziale.
Se l' immobile posseduto non produce reddito incolpevolmente, non per inerzia del proprietario quindi, la semplice consistenza patrimoniale, che anzi comporta solo oneri, non può avere un valore ed una incidenza importante all'atto della quantificazione dell' assegno di mantenimento.
Ovvio che se gli immobili in questione sono molti non potrà non tenersi conto della potenziale commerciabilità e, quindi, vendita degli stessi indipendentemente dal fatto che non si riesca a darli in locazione.

Avv.
E, difatti, ci troviamo spesso di fronte anche a fittizie intestazioni di nuda proprietà di beni immobili al coniuge. Nuda proprietà che invece maschera una proprietà piena del bene perché di fatto dei proventi, che sarebbero destinati all' usufruttuario, ne beneficia il nudo proprietario anche solo direttamente vivendo in quell' immobile. Nudo proprietario che nega sino alla fine dei suoi giorni!

Avv.
Nel caso di coniugi che entrambi lavorano, ma è sin dalla fase Presidenziale evidente una sproporzione reddituale, il Giudice anche in questa fase, quella Presidenziale od immediatamente dopo, riconosce unassegno di mantenimento compensativo della suddetta sproporzione?

Giudice
La risposta e' tendenzialmente positiva per mantenere a lui il tenore di vita goduto nel matrimonio. Ma attenzione non si può pretendere in sede di separazione un tenore uguale a quello precedente semmai analogo perché la disgregazione del nucleo familiare spartisce anche la ricchezza o la povertà. 

*Avvocato del Foro di Bari
Pensieri sparsi tratti dal seminario del 30 maggio della Commissione Famiglia e Minori presso ordine avvocati Bari, relatore dott.F. Caso.


Tags: Assegno mantenimento determinazione criteri parametri separazione divorzio

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