Con sentenza n° 3838 del 09 Aprile 2014 il TAR Lazio si è espresso favorevolmente su un ricorso formulato dai genitori di uno studente bocciato, dando ragione ai formulanti e ammettendo in via definitiva lo studente alla classe successiva.

Lo studente in questione risultava non promosso alla classe successiva di un Liceo Classico, a seguito degli scrutini finali relativi all'anno scolastico 2012/2013.
I genitori dello studente, una volta che la bocciatura era stata notificata, avevano presentato ricorso (entro 60 giorni in caso di ricorso al TAR).
Secondo la difesa della famiglia dello studente, il Consiglio di Classe non aveva adottato un giudizio negativo "adeguatamente motivato, ma in composizione discutibile, si era limitato a registrare le singole votazioni dei docenti, senza attenersi ai criteri previsti dal POF (Piano Offerta Formativa)".

Inizialmente il TAR aveva ammesso con riserva lo studente alla classe successiva, provvedendo a fissare a breve tempo l'udienza di merito, nel rispetto del codice del processo amministrativo.

All'udienza di merito, poi, lo stesso TAR Lazio ha accolto in via definitiva il ricorso, considerato anche che lo studente non solo aveva frequentato assiduamente la classe alla quale era stato ammesso con riserva, ma aveva altresì colmato tutte le lacune riscontrate precedentemente.

Nella sentenza favorevole ai ricorrenti venivano riscontrati dei cosiddetti vizi di forma in seno al Consiglio di classe, in quanto il TAR decide sulla legittimità della procedura e non sul merito.

Infatti, secondo i giudici amministrativi, nella seduta di scrutinio finale del 13 Giugno 2013 "la delibera di non ammissione alla classe successiva, adottata a maggioranza (6 voti contro 4), vedeva la docente di materia alternativa, assente, sostituita nel voto dalla docente di religione cattolica, a ciò delegata dalla Dirigente scolastica, in violazione dell'art. 2 del DPR 122/09 e del principio del cosiddetto collegio perfetto".

Inoltre, "a tale votazione non avrebbe dovuto partecipare la stessa Dirigente, in ossequio al dettato dell' art. 5 del Decreto Amministrativo 297/1994 che attribuisce ai soli docenti la valutazione periodica e finale degli alunni"

Infine, nella motivazione della sentenza, i giudici amministrativi hanno seguito un orientamento giurisprudenziale secondo il quale "come già rilevato dal TAR Liguria nella sentenza 514/2013, l'annullamento retroattivo degli atti impugnati non gioverebbe al ricorrente, che nelle more del giudizio ha proseguito la carriera scolastica e frequenta attualmente il quinto anno del liceo classico"

Il TAR ha inoltre condannato l'amministrazione alle spese, nella misura di euro 2.000.


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