Un contratto risolve sempre tutto. Certamente non gli aspetti affettivi di una relazione ma sicuramente gli aspetti pratici ed economici che da essa derivano o possano derivare. Ma i c.d. Contratti di convivenza possono essere sottoscritti solo ed esclusivamente da persone che convivono more uxorio o possono essere estesi a qualsiasi forma di convivenza?

I modelli contrattuali di cui molto si è discusso in questi mesi e che hanno dato
vita all' open day del novembre scorso potrebbero essere utilizzati per prevenire il conflitto anche in altre forme di convivenza, sempre tutelate dall' art. 2 della Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", sia come singolo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.
Tanti quesiti sono giunti al sito dirittoefamiglia soprattutto negli ultimi cinque anni da parte di persone conviventi non legati da vincoli sentimentali in senso stretto.
Ci hanno scritto mamme conviventi con figli indipendenti economicamente che non riuscivano ad imporre ai figli stessi non solo la contribuzione alle spese ma anche una pacifica convivenza, genitori conviventi con figli e generi o nuore, nonni e nipoti adulti.
Un fenomeno in crescita quello che si potrebbero definire i single di ritorno.
Ovvero figli separati che ritornano a casa spesso anche con la prole. Ma i tempi difficili portano anche interi nuclei familiari di coppie non separate a tornare a vivere presso la abitazione dell' una o dell' altra famiglia di origine. Ci sono anche convivenze di amici giovani od anziani che siano, convivenze in comunità etc.. tutte forme ugualmente tutelabili con la sottoscrizione di accordi di civile condivisione.
E pertanto i c.d contratti di convivenza, che possono trovare anche qui la loro causale nella obbligazione naturale, nel mutuo soccorso, possono entrare in gioco.
Una regolamentazione contrattualistica può essere risolutiva e scongiurare tanti disastrosi conflitti anche in queste forme di convivenza.Molti dei modelli proposti e studiati per le coppie conviventi more uxorio possono essere applicati anche a persone conviventi per altri motivi.
Le clausole c.d. sulla contribuzione in danaro, in particolare, possono essere di indubbia utilità laddove regolamentino per es. la ripartizione delle spese comuni per vitto ed alloggio. Od ancora lo sono anche le clausole c.d sulla contribuzione in natura, con attribuzione di valenza economica alla collaborazione domestica per esempio. O, non da ultimo, le clausole sull' inventario dei beni mobili acquistati nel corso della convivenza od anche conferiti, ovvero messi a disposizione, al momento dell' inizio della convivenza stessa e sulla loro regolamentazione, ovvero
attribuzione attuale e futura.
Gli accordi possono avere contenuti di ampio respiro e, vincolanti tra le sole parti, le aiutano a comportarsi sia nel corso sia in caso di cessazione della convivenza.


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