a cura di avv. Federico Petitti(Tribunale di Bari, 16 ottobre 2012, Presidente V.Savino)Con il provvedimento in oggetto il Tribunale di Bari ha revocato l'assegnazione della casa coniugale, di proprietà paritetica dei due genitori, alla madre collocataria della minore, alla quale era stata assegnata con la separazione consensuale dei coniugi.Il genitore coaffidatario collocatario della figlia minore ha promosso il giudizio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio chiedendo tra gli altri provvedimenti la conferma dell'assegnazione dell'immobile in suo favore.I fatti emersi nella fase Presidenziale del giudizio di divorzio, in parte provati dal marito separato documentalmente (relazione investigativa) ed in parte derivanti da interrogatorio delle parti in sede di udienza di comparizione, hanno indotto il giudice a revocare l'assegnazione dell'immobile, "per effetto del riconoscimento di situazione prevista dall'art.155 quater cod.civ.". E' stata infatti fornita prova che l'affidataria convivesse more uxorio con un compagno; che sulla tastiera del citofono sito all'ingresso del palazzo dove è sito l'appartamento assegnatole e sulla cassetta della posta risulta indicato il cognome del convivente; che, non per ultimo, quale frutto di detta convivenza è nata una nuova bimba.Il giudice, pertanto, ha revocato l'assegnazione della casa coniugale, evidenziando che per effetto della revoca i coniugi si sarebbero dovuti attivare per lo scioglimento della comproprietà in altra sede. Ha, altresà¬, argomentato che il trasferimento della figlia minorenne, di otto anni, della coppia separata in altra abitazione non potrà produrre alla stessa "conseguenze negative materiali e psicologiche". Non avendo peraltro il coniuge assegnatario provato un pregiudizio per la figlia derivante da eventuale trasferimento stesso. E' stato quindi giudicato il venir meno dei presupposti che in precedenza hanno indotto l'assegnazione della casa coniugale alla madre affidataria della minore. E cioè che non sia più necessario assicurare alla minore la continuità dell'habitat domestico, evitandole modifiche radicali del suo ambiente di vita familiare e di relazione ( che in realtà nel caso di specie è ormai già stato messo a dura prova dalla presenza in casa del nuovo compagno della madre e dall'arrivo della nuova sorellina). Il Presidente del Tribunale di Bari,sciogliendo la riserva,ritiene doveroso, preliminarmente, richiamare i coniugi separati XXXXXX e XXXXXXX a comportamenti più seri e responsabili nei confronti della figlia minorenne XXXXXXX (nata il 9 ottobre 2004), diffidandoli a non coinvolgerla in contrasti personali, ripicche, dispetti reciproci e intimando loro di impegnarsi civilmente perchà© la piccola abbia rapporti normali con ambedue i genitori.Ciò premesso, alle condizioni della separazione consensuale dei soggetti su menzionati, omologata dalla Prima Sezione Civile del Tribunale di Bari con decreto del 20 "“ 22 luglio 2010, apporta le seguenti due modifiche:1) Revoca la assegnazione della casa familiare alla signora XXXXXX, per effetto del riconoscimento di situazione prevista dall'art.155 quater del codice civile (convivenza della signora more uxorio con un compagno, attestata da indagini investigative con documentazione fotografica allegate al fascicolo di parte del convenuto XXXXXXX, dall'inserimento del cognome del compagno della signora sulla tastiera del citofono e sulla cassetta della posta con riferimento proprio all'appartamento occupato dalla XXXXXX, dalla intervenuta nascita di una bimba, frutto della relazione XXXXXX "“ compagno; assenza di spunti probatori indicativi della probabilità che l'eventuale trasferimento in altra abitazione di XXXXXX di soli 8 anni crei alla stessa conseguenze negative materiali e psicologiche); revocata l'assegnazione, essendo l'immobile oggetto di comproprietà dei due coniugi, il destino relativo è demandato alle attivazioni dei due comproprietari, nell'ambito della comunione e del suo scioglimento;2) essendo intervenuti contrasti tra i due genitori separati sulla individuazione delle spese straordinarie riguardanti la figlia minore, elimina la previsione della partecipazione del sig. XXXXXXXX al 50% delle stesse spese; le calcola forfettariamente e per l'effetto con decorrenza da ottobre 2012 e adeguamento annuale ISTAT aumenta a 900,00 euro mensili l'assegno di mantenimento della figlia posto a carico del padre, da corrispondere alla signora XXXXXX entro il giorno 20 di ogni mese;conferma le altre condizioni;nomina giudice istruttore della causa il dr. XXXXX (XXXXX Sezione Civile), dinanzi al quale rimette le parti per l'udienza del XXXXX 2013 ore 9,30;ai sensi e per gli effetti del co. 10 dell'art.4 della legge 898/70 e succ. mod. assegna alla ricorrente XXX termine di dieci giorni prima dell'udienza indicata ed al convenuto XXXX termine di cinque giorni prima della stessa udienza;avvisa il convenuto che il mancato rispetto del termine indicato implica le decadenze di cui all'art.167 c.p.c. e la improponibilità delle eccezioni processuali e di merito non rilevabili di ufficio. Comunicazione al PMCosଠdeciso in Bari il 16 ottobre 2012 f.to il Presidente del Tribunale 
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