di Laura Genovese

Il legislatore agli artt. 291 "“ 314 del codice civile disciplina l'istituto dell'adozione di persone maggiori di età individuando le condizioni che la consentono e le modalità della stessa.
Il legislatore ha in questo modo permesso a chi non avesse una discendenza legittima di crearne una adottiva, tramandando il proprio cognome e soprattutto creando nuovi rapporti di natura successori fino a quel momento inesistenti. La ratio dell'istituto può essere individuata nella realizzazione del desiderio di tutte quelle persone che, talvolta per essere meno sole, vogliano far entrare nella loro vita una persona speciale: speciale per essere stata particolarmente vicina in momenti di bisogno, speciale perchà© da sempre trattata alla stregua di un figlio.

Talvolta l'adozione di un maggiorenne può essere la soluzione per le persone anziane che non abbiano una famiglia ma il forte desiderio di lasciare "qualcosa" che sia il cognome, o beni, o solo le proprie esperienze ad una persona particolarmente vicina o bisognosa dell'amore di un genitore. Nella prassi, e' servito anche ad assicurare, per esempio, assistenza a persone anziane ed a soggetti maggiorenni portatori di handicap. Ecco, l'istituto dell'adozione consente tutto questo e anzi, va da sà© che, con l'evolversi della società , anche la natura e lo scopo delle leggi si evolgano, fino a far sଠche, in un'epoca di divorzi e di famiglie allargate, l'adozione del maggiorenne contribuisca a ricreare quell'unità familiare che oggi è sempre più raro trovare.

Condizioni: può adottare un maggiorenne chi abbia compiuto 35 anni e superi di almeno 18 anni l'età della persona che si intende adottare. Non esistono invece limiti di età massima nà© per l'adottato nà© per l'adottante. Tuttavia per adottare un maggiorenne è necessario non avere figli, legittimi o legittimati o che i figli, se presenti, siano maggiorenni e consenzienti all'adozione. La Corte di Cassazione, I sezione, sentenza n. 2426/2006 ha pero' stabilito che la presenza di figli minorenni dell'adottante non sia di assoluto impedimento all'adozione, ma richieda una valutazione caso per caso della convenienza nell'interesse dell'adottando.

Si tratta di un istituto civilistico molto diverso dall'adozione di minorenne, con diverse finalita' e con diversi diritti/doveri nascenti in capo ai soggetti coinvolti, con altre procedure e diversi presupposti.


Chi viene adottato, infatti, acquista uno status assimilabile, ma non coincidente, a quello di un figlio legittimo. In primo luogo l'adottato assume il cognome dell'adottante e lo antepone al proprio. Oltre al cognome, acquista anche i diritti successori, con una posizione che e' assimilata a quella di un figlio concepito durante un matrimonio; l'adottato quindi entra a pieno titolo nell'asse ereditario sia in relazione alla quota di legittima sia in relazione alle successioni legittime. L'adottando assume anche il diritto agli alimenti, tuttavia non mutano i diritti e doveri dell'adottato verso la famiglia di origine e non si producono effetti verso i parenti dell'adottante e verso quelli dell'adottato.


Tags: