di Valeria Caputo

La pensione di reversibilità è un trattamento economico erogato dall'Inps in favore dei familiari dei lavoratori dipendenti e autonomi o pensionati deceduti con posizione previdenziale Inps o già titolari di una pensione erogata dall'Inps e decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso del lavoratore ovvero del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.

Occorre precisare che non si perde il diritto alla pensione di reversibilità se si rinuncia all'eredità :secondo quanto affermato dalla Corte costituzionale la pensione di reversibilità , appartenente al più ampio genus delle pensioni ai superstiti, è una forma di tutela previdenziale nella quale l'evento protetto è la morte cioè, un fatto naturale che, secondo una presunzione legislativa, crea una situazione di bisogno per i familiari del defunto, i quali sono i soggetti protetti (Corte cost. 28.7.1987, n. 286)

I soggetti che hanno diritto alla pensione sono:
il coniuge superstite, anche se separato: se il coniuge superstite è separato con addebito, la pensione ai superstiti spetta a condizione che gli sia stato riconosciuto dal Tribunale il diritto agli alimenti;
il coniuge divorziato se titolare di assegno divorzile;
i figli che alla data della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico alla data di morte del medesimo;
i nipoti minori (equiparati ai figli) se a totale carico dei nonno alla data di morte dei medesimi.

In mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti la pensione può essere erogata:
ai genitori d'età non inferiore a 65 anni, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo.
In mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori la pensione può essere erogata:
ai fratelli celibi inabili e sorelle nubili inabili, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo.

Per ottenere la pensione, il lavoratore deceduto, non pensionato, deve aver maturato, in alternativa:
almeno 780 contributi settimanali (requisiti previsti per la pensione di vecchiaia prima dell'entrata in vigore del D.lvo 503/92);
almeno 260 contributi settimanali di cui almeno56 nel quinquennio antecedente la data di decesso (requisiti previsti per l'assegno ordinario di invalidità ).

L'importo spettante ai familiari è determinato, secondo le percentuali ex l. 335/95, calcolate sulla base della pensione dovuta al lavoratore deceduto ovvero della pensione in pagamento al pensionato deceduto
60%, solo coniuge;
70%, solo un figlio;
80%, coniuge e un figlio ovvero due figli senza coniuge;
100% coniuge e due o più figli ovvero tre o più figli;
15% per ogni altro familiare, avente diritto, diverso dal coniuge, figli e nipoti.

Dal 1995 la pensione deve essere ridotta delle percentuali seguenti, in base al reddito del beneficiario (Art. 1, comma 41 L. 335/95):
- riduzione del 25% per redditi superiori a 3 volte il trattamento minimo annuo per lavoratori dipendenti.
- riduzione del 40% per redditi superiori a 4 volte il trattamento minimo annuo per lavoratori dipendenti.
- riduzione del 50% per redditi superiori a 5 volte il trattamento minimo annuo per lavoratori dipendenti.

La riduzione non si applica se vi è più di un titolare per la medesima quota di pensione e non si applica altresଠse il beneficiario fa parte di un nucleo familiare con figli di minore età , studenti o inabili.


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