Ricordo quando poco più che ventenne mi trovai in teatro a seguire la trama di una opera teatrale di Pirandello. Il mistero di una donna che per una, la vecchia madre sig.ra Frola, era la figlia che dopo il ricovero in una clinica, rientrata in famiglia, non veniva riconosciuta dal marito che pretese la celebrazione di nuove nozze. Per l'altro, il marito, sig. Ponza, era la seconda moglie sposata dopo la morte della prima. Davanti ad un curioso paese la suocera dava del pazzo al genero e viceversa…Sul più bello la sigr.a Ponza, coperta di un velo scuro, svelerà l'arcano….o meglio non lo svelerà, dando voce alla verità di tutti, affermando di essere al contempo sia la figlia della signora Frola che la seconda moglie del signor Ponza.
Anni dopo, queste scene mi ritornano spesso in mente. Ho davanti a me un coniuge che mi racconta la sua storia, cerca da me accoglienza ed aiuto legale per consigliarlo al meglio nel suo percorso di separazione personale. La sua storia con il passare del tempo diventa la mia. Ogni giorno un particolare nuovo, una nuova evoluzione che mese dopo mese vedo davanti a me disegnarsi come un grafico. Al picco nei primi mesi di rottura coniugale per poi, fortunatamente, iniziare a ridiscendere, decorso un annetto. Poi pochi nuovi picchi - più o meno alti corrispondenti all'incedere della attività istruttoria o delle richieste di modifica delle condizioni in corso di causa - della non breve durata dei giudizi davanti ai nostri Tribunali. Questo nella norma…ma non è raro che la conflittualità rimanga anche dopo la sentenza di separazione e sino a quella di divorzio. Per alcuni poi non finisce mai. La storia, quella storia che ho sentito tante volte, della quale ho ripercorso mentalmente le tappe per estrapolare nel corso della istruttoria gli elementi basilari per la difesa…ha in realtà due facce. Il marito la rappresenta in un modo, la moglie in un altro. E sono pressocchè convinta, a prescindere dal mio ruolo di difensore, che se davanti a me fosse seduto l'altro coniuge con la sua versione della storia non saprei più a chi credere. Due facce della stessa verità come quella della nostra sig.ra Ponza che, di fronte all'ostinata perseveranza di visioni diverse da parte del marito e della madre, non potrà che concludere per …"io sono colei che mi si crede".
Ma chi è la sig.ra Ponza nel corso delle separazioni o meglio chi il detentore della verita'? Ci penso e la risposta tristemente viene pronunziata dalle mie labbra: i figli…. sì la sig.ra Ponza sono i figli costretti a portare il suo velo nero per troppo troppo tempo in una continua altalena tra conflitti di lealtà per l'uno e per l'altro genitore.
"Ecco signori come parla la verità"!


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