A cura di Loredana Chiarello*


La Cassazione (V sez. penale, sentenza n° 37380 del 13/11/2011) ha condannato per reato di ingiuria un dirigente scolastico che, durante una riunione di Consiglio di Istituto, si era rivolto ad una insegnante dicendole "Lei dice solo stronzate".

La Cassazione, riscontrando la lesione e la volontà di umiliare del suddetto dirigente, ha così annullato la precedente sentenza assolutoria della Corte di Appello di Caltanissetta, che aveva argomentato l'assoluzione affermando che non si poteva provare che il dirigente avesse fatto precedere l'avverbio "solo" alla parola offensiva e che pertanto tale frase appariva indirizzata non al modo di essere della persona, ma a quanto essa aveva affermato in quella specifica circostanza.

Per la Suprema Corte, inoltre, a peggiorare la situazione anche il ruolo appunto di dirigente del soggetto e quindi di superiore, al cospetto di un consesso di educatori. L'ingiuria quindi è stata valutata soprattutto a causa del suo inserimento in uno specifico contesto "lavorativo ed umano". 

Secondo la Cassazione, infatti, la lesione dei beni dell'onore e del decoro di ogni individuo, segni distintivi del valore e del rispetto di cui ogni essere umano deve godere, è determinata altresì dall'ambiente in cui l'espressione offensiva viene detta più che dal suo contenuto: "il giudizio sulla lesione effettiva dell'onore e del decoro non può prescindere dal considerare se, rispetto all'ambiente nel quale una determinata espressione è proferita, la stessa si limiti alla pur aspra critica di un'opinione non condivisa ovvero trasmodi nello squalificare la persona destinataria"

* Docente presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Nicholas Green" di Corigliano Calabro.


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