Play your part for a better Internet": con questo slogan si è svolto il 9 Febbraio scorso, in oltre 100 nazioni di tutto il mondo, il Safer Internet Day 2016, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete, voluta dalla Commissione europea. La celebrazione è ormai giunta alla tredicesima edizione.
La necessità di parlare di tematiche del genere oggi continua ad essere molto importante perché il web è in continua evoluzione. Le nuove generazioni che usano i mezzi virtuali di comunicazione sono soggetti a continue minacce che rischiano di rendere la loro navigazione causa di pericoli. Dunque è necessario fornire strumenti validi per permettere loro di difendersi da eventuali rischi.

In Italia le celebrazioni ufficiali si sono tenute in due sedi distinte, al teatro Palladium di Roma e al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Qui, in queste due sedi, sono state presentate le avventure (o disavventure) dei Super Errori che si possono incontrare navigando nel web, uno per ogni rischio sulla rete: Chat Woman, l'Incredibile Url, l'Uomo Taggo, la Ragazza Visibile, Silver Selfie, Tempestata e il Postatore nero. Attraverso questi personaggi, i ragazzi vengono educati a evitare le trappole del web.
La Polizia postale, poi, contemporaneamente è stata presente in 100 capoluoghi di provincia con workshop sul tema del cyberbullismo, incontrando oltre 60.000 studenti.
Il ciberbullismo è diventato uno dei fenomeni negativi più devastanti degli ultimi anni, che ha coinvolto, vittime e carnefici, centinaia di adolescenti.

Nella giornata per la sicurezza Internet, dunque, al centro della scena sono stati i ragazzi, quelli della cosiddetta "Generazione Z", i nati tra il 1996 e il 2010, la cui vita "social" è stata oggetto di una ricerca affidata, tra l'altro, all'Università degli Studi di Firenze. Da questa indagine è emerso che il 17% degli intervistati rimane connesso tra le cinque e le dieci ore al giorno. Una percentuale analoga di ragazzi si dichiara sempre connessa. A farla da padrone sono le chat: Whatsapp è la piattaforma preferita dal 90% degli intervistati. Ci sono dei giovani che sono a cosiddetto "rischio vamping", e sono quelli che chattano anche di notte e quelli che chattano ogni volta che possono.
Dall'indagine risulta anche che i ragazzi on line sono sempre più giovani, addirittura prima dei 14 anni. C'è da dire che sono sempre più attenti alla privacy, ma molti di essi ancora sottovalutano il ciberbullismo, tanto che l'85% dichiara di aver intenzionalmente vessato un coetaneo sulla rete, considerando il tutto un banale scherzo.

La celebrazione quindi, sensibilizzando una platea così vasta di giovani attraverso la scuola e il teatro, serve a ricordare che la rete è una grande opportunità, un universo sconfinato con mille potenzialità, ma anche tanti pericoli. I ragazzi vanno incoraggiati a utilizzare la rete rispettando se stessi e gli altri, costruendo insieme una cultura della cittadinanza digitale.

Da educatori dobbiamo ricordare che la prevenzione ai pericoli della rete deve puntare soprattutto su una maggiore formazione dei genitori che devono essere sentinelle attente dei propri figli. Una recente indagine dimostra che ben il 51% di loro non ha mai attivato filtri per la navigazione in rete dei più piccoli.
Ecco inoltre alcune raccomandazioni per essere più sicuri sui social network: conviene bloccare il profilo facebook, in modo che la pagina sia visibile solo agli amici, si sconsiglia di accettare la richiesta di amicizia da persone che non si conoscono e inoltre conviene riflettere su cosa pubblicare e cosa no a livello di immagine, perché le immagini personali, dopo essere state condivise sui social, possono essere scaricate, modificate e riutilizzate in qualunque modo. Link sospetti e messaggi strani, anche provenienti da account conosciuti, non vanno aperti.


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